biography

Italy, 1967


From an early age he manifested a particular interest in the design that began to cultivate experiencing in all different techniques. 

It starts so spontaneous formation that leads him to discover the expressiveness of the charcoal, the only tool able to cushion the impact of his nervous tract on the surface. 

The varied and dazzling scenery of historical exhibitions in eighties, ensnares him in the paths of art, confirming the already declared attitude to painting. 

The experimentation of techniques and forms became his daily environmental, in which he took refuge to find his freedom, reserving its own sphere the unconscious the principal creative activity. His artworks are within private collections and foundations.


Style: Abstract expressionism


Technique : Painting with enamel on canvas and wood


Bibliography :Italian Modern Art Catalogue n. 54,Italian Modern Art Catalogue n. 53, Italian Modern Art Catalogue n. 52, Italian Modern Art Catalogue n. 51,  Italian Modern Art Catalogue n. 50, Italian Modern Art Catalogue n.49, Italian Modern Art Catalogue n. 48, Element of Expression NY, Altheo Magazine


Criticals: Paolo Levi, Giulia Sillato, Arancio, Romeo, Barberini, Asfar, Del Estal



Critical notes :


The soul of the landscape  - Paolo Levi


In the specific context of criticism devoted to contemporary pictorial compositions analysis, the art critic has always precise wording and required to address the form and content of a particular construct of composition.


In the case of poetic Fabrizio Giusti, who writes on his admirable research dedicated to the landscape, it is natural to borrow words in use in the dictionary of music.


In fact these pictorial pages of fine weaving suggest musical modulations: so it is inevitable to use the term "Sudden" for the language and the expressiveness of the composition of Snow Storm; "Harmony" for Hills with darkness; "Adagio con moto" in Twilight; "Atonal" examining Morning & Evening; "Tonale" refers to Petals & Thunderstorms; and finally "Counterpoint" well defines Rocks Parlanti.

 

The landscaping of Fabrizio Giusti is a delicate composition of expressive moments veiled with melancholy.


In every creative opportunity, the primary intuition, totally genuine as experimental, gives way to a type of research for half a century unresolved or, better yet, unsolvable, as is the crisis of a restless coexistence, the game of parts between the recognition of the vision and the lyricism of illusion through shapeless forms.


If interesting, not least by Fabrizio Giusti has to deal with a chromatic writing that can thrill from the first visual impact, where it is alluring the progress of the matter led by the talented hand of the painter, able to stop at the boundaries of transparency for not compromise the relationship between the light and the shade, where the light for another tends to prevail. At this very dialectic context it arises the elegant composition dedicated to 'Aurora, where Fabrizio Giusti gives the best of himself; whereas with Petals & Temporal access to the territory where the author is well aware of the temptation to cancel to the extreme every possible reference to the real, underlying only through beautifully precise tonal steps high and meticulous chromatic texture.


These are investigations that need to be addressed in silence, on tiptoe, identifying every vibration of semiotic-tonal pieces, all of which reveals the abstract expressiveness welding of form with the magic of color writing.


In the cycle of Landscapes Fabrizio Giusti reveals a precious lyrical intimacy, through thoughtful execution "phrasing" of tones and controtoni, in a precious filigree soul of spirituality "modulation" of color.


Paolo Levi

Italia, 1967


Sin da giovanissimo manifesta un particolare interesse per il disegno che inizia a coltivare sperimentando tutte le possibile tecniche. 

Si avvia così una formazione spontanea che lo induce a scoprire l’espressività del carboncino, l’unico strumento operativo in grado di attutire l’impatto nervoso del suo tratto sulla superficie. 

Il variegato e smagliante scenario di mostre storiche, negli anni Ottanta, lo irretisce nei percorsi dell’arte , confermandone la già dichiarata attitudine alla pittura.

La sperimentazione di tecniche e forme è il suo viatico quotidiano, nel quale si rifugia per trovare la sua libertà, riservando alla propria sfera inconscia l’attività creativa primaria. I suoi lavori sono all'interno di collezioni private e fondazioni in Italia e all'estero.


Soggetti: Espressionismo astratto 


Tecniche: smalto su tela e tavola.



Bibliografia: Catalogo Arte Moderna n.54, Catalogo Arte Moderna n.53, Catalogo Arte Moderna n. 52, Catalogo Arte Moderna n. 51, Catalogo Arte Moderna n.50, Catalogo Arte Moderna n. 49, Catalogo Arte Moderna n.48, Elements of Expression NYC, Altheo magazine



Hanno scritto dell’artista : Paolo Levi, Giulia Sillato, Arancio, Romeo, Barberini, Asfar, Del Estal


Note critiche :


L'anima del paesaggio - Paolo Levi


In ambito specifico di analisi critica dedicata a composizioni pittoriche contemporanee, il critico d'arte dispone sempre di una precisa terminologia, indispensabile per affrontare la forma e il contenuto di un determinato costrutto compositivo.


Nel caso della poetica di Fabrizio Giusti, a chi scrive  sulla sua mirabile ricerca dedicata al Paesaggio, viene naturale prendere a prestito vocaboli in uso nel dizionario della musica.


Infatti queste pagine pittoriche di raffinata tessitura suggeriscono modulazioni musicali: così appare inevitabile utilizzare il termine  “Improvviso” per il linguaggio e l’espressività della composizione Tempesta di Neve; “Armonia” per  Colline con Oscurità; “Adagio con moto” in Crepuscolo; “Atonale” esaminando  Mattino & Sera; “Tonale” è riferibile a Petali & Temporali; e infine “Contrappunto”  ben definisce Scogli Parlanti.

 

Il paesaggismo di Fabrizio Giusti è un componimento delicato di momenti espressivi velati di malinconia.


In ogni sua occasione creativa, l’intuizione primaria, del tutto genuina in quanto sperimentale, cede il passo a una tipologia di ricerca da mezzo secolo irrisolta o, meglio ancora, irrisolvibile, in quanto rappresenta  la crisi di una convivenza inquieta, il gioco delle parti  tra la riconoscibilità della visione e la liricità dell'illusione tramite forme informi. 


Nel caso interessante e da non sottovalutare di Fabrizio Giusti si deve fare i conti con una scrittura cromatica che può emozionare sin dal primo impatto visivo, dove è seducente il procedere della materia guidata dalla mano talentuosa del pittore, abile nel fermarla ai confini della trasparenza per non compromettere il rapporto tra la luce e l'ombra, dove per altro la luce tende a prevalere. In questo preciso contesto dialettico si pone l'elegante composizione dedicata all' Aurora, dove Fabrizio Giusti dà il meglio di se stesso; mentre con Petali & Temporale l'autore accede al territorio dove è ben presente la tentazione di cancellare fino all’estremo ogni possibile riferimento al reale, sotteso solo splendidamente tramite puntuali passaggi tonali di alta e puntigliosa tessitura cromatica. 


Queste sono ricerche che vanno affrontate in silenzio, in punta di piedi, identificando ogni vibrazione dei tasselli segnico-tonali, l’insieme dei quali rivela la saldatura dell’espressività  astratta della forma con la scrittura magica del colore. 


Nel ciclo dei Paesaggi Fabrizio Giusti rivela un prezioso intimismo lirico, attraverso la meditata esecuzione del “fraseggio”  fra toni e controtoni, in una preziosa filigrana che anima di spiritualità la “modulazione” del colore.


Paolo Levi